L'Arpa

L'Arpa è uno strumento musicale a corde pizzicate. Esistono vari tipi di Arpe: Arpa celtica, Arpa tripla gallese, Arpa viggianese e molti altri tipi. Vuoi saperne di più su questo strumento? Seguici su Eagle Sera music!



In ambito occidentale, il termine "arpa" non specificato si riferisce quasi sempre all'arpa da concerto a pedali, della quale esistono varianti acustiche ed elettriche. L'arpa da concerto a pedali è dotata di 47 corde tese tra la cassa di risonanza o cassa armonica e una mensola detta "modiglione", con un'estensione di 6 ottave e mezzo e intonata in Do bemolle maggiore. I suoni estranei a questa tonalità si possono ottenere agendo su 7 pedali a doppia tacca. Ogni corda è in grado di produrre tre note diverse ed è possibile costruire una scala cromatica. Le corde più corte, quindi quelle più vicine alla cassa di risonanza, producono suoni acuti, mentre le corde più lunghe producono suoni gravi. Una moderna arpa da concerto è costituita da circa 1415 pezzi, di cui alcuni in legno. L'Arpa ha un'origine antichissima, ovvero deriva dal cosiddetto arco. I primi ad avere in uso l'Arpa furono i Sumeri nel III millennio a.C. Le raffigurazioni sui monumenti risalenti all'Antico Regno, descrivono strumenti di media grandezza, alti circa un metro, forniti di sei o otto corde, formati grazie ad un fusto di legno arcuato, avente l'estremità inferiore a forma di losanga, parzialmente concava e convessa. Nelle epoche successive, ad esempio nel Medio Regno, lo strumento assume dimensioni più grandi e il musicista viene raffigurato in piedi, la cassa sonora appare più ampia ed anche il numero di corde sale fino a venti. Due arpe a tredici corde sono state trovate nella tomba di Ramses III a Luxor, dove sono anche state rinvenute le raffigurazioni di due esecutori che suonano due strumenti di grandi dimensioni a forma di arco. Se ne conserva un esemplare che è stato datato circa al 2700 a.C. ritrovato a Ur (nell'odierno Iraq) da "sir Leonard Woolley". L'arpa di cui parliamo era curvilinea e viene ancora costruita in Africa. Presso gli Egizi e gli Assiri venivano costruite arpe di varia foggia ed aventi un numero tra loro differente di corde (ne avevano fino a 22). L'arpa ricomparve in Europa, durante il IV secolo, presso le popolazioni nordiche e da lì si diffuse nel resto del continente dove venne particolarmente usata nel genere musicale del Minnesang nel XII secolo. Dal IX secolo al XIV secolo l'arpa in Irlanda fu usata dai cantori girovaghi. L'arpa divenne molto comune nel XIV secolo come accompagnamento per i canti o le danze. Questo strumento ha subito notevoli modifiche nell'arco dei secoli. Michael Praetorius, nel 1619 descriveva i tre tipi di archi diffusi al suo tempo: l'arpa comune, di 24 corde diatoniche, avente un'estensione da Fa a La; l'arpa irlandese, di 43 corde, da Do a Mi, e l'arpa doppia, cromatica, di cinque ottave. A partire dall'inizio del XVII secolo fu utilizzata per la realizzazione del basso continuo, in particolare nell'accompagnamento del canto, e fu quindi inserita immediatamente nel gruppo strumentale utilizzato nelle prime opere; nel 1607, Monteverdi le dedicò un ruolo solistico nell'Orfeo, dove simboleggia la lira suonata da Orfeo. Proprio in questo secolo furono effettuati vari tentativi per estendere le possibilità esecutive dell'arpa. Dapprima fu fatto il tentativo di ridurre le arpe a due tipi di accordature; Antonio Stachio aggiunse cinque corde per ciascuna ottava e quindi estese la gamma dell'arpa a sei ottave più due note. Patrini realizzò un'arpa doppia, in cui una fila di corde emetteva i toni della scala diatonica, mentre l'altra i semitoni intermedi. Solamente nel 1720, il costruttore bavarese Hochbrucker inserì i pedali, prima quattro e poi sette, azionanti una serie di leve collegate ai piroli delle corde; alla pressione del pedale corrispondeva una maggiore tensione della corda, equivalente al rialzo di un semitono. Con l'aggiunta di varie modifiche tecniche l'arpa conquistò secoli e paesi. La scuola d'arpa fu particolarmente brillante nella seconda metà del XVIII secolo in Francia, dove furono fabbricate arpe decorate in modo sfarzoso, alcune delle quali sono ancora conservate presso il Museo del Conservatorio di Parigi, il Museo della Scienza e della Tecnica di Monaco, il Museo dell'arpa Victor Salvi di Piasco (CN). Furono due liutai parigini, i Cousineau, nel 1760, a perfezionare il meccanismo dei pedali, applicando il sistema a uncinetto, che si rivelò molto più pratico dei precedenti e che si basava sull'azione del pedale su un tirante che, tramite una serie di leve, esercitava un'azione di attrazione sugli uncinetti e grazie a questi ultimi la corda veniva trascinata sui capotasti supplementari. Nel Regno di Napoli, Giuseppe Antonini riportò la testimonianza di un visitatore che, intorno al 1745, narrò la presenza di suonatori dello strumento a Viggiano, in provincia di Potenza. Il viggianese Vincenzo Bellizia, considerato dal contemporaneo Francesco De Bourcard come «valentissimo costruttore d'arpe», fu uno dei primi artigiani a produrre arpe meccaniche nel reame partenopeo e, per i suoi meriti musicali, fu premiato dal Real Istituto di Incoraggiamento con una medaglia d'argento. 


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